Il lato oscuro del Time to Market

Oggi inauguriamo una nuova categoria del blog dedicata agli Ospiti, cioè amici e colleghi che hanno accettato di condividere una loro esperienza legata ai temi che trattiamo da queste parti.

La prima ha l’interessante caratteristica di essere “l’eccezione che conferma la regola”, dove la regola è una frase che ripeteva spesso il responsabile di un’area tecnica di un cliente dove facevo il PM e l’Account, quando, pur pretendendo la massima puntualità e qualità nelle cose che rilasciava il mio gruppo, diceva:

“E comunque, ricordatevi che non state lavorando ai sistemi che gestiscono la sala operatoria del Bambin Gesù”

Riportando opportunamente tutti, suoi colleghi e fornitori, alla realtà del nostro lavoro quotidiano.

La storia risale ai tempi in cui il DevOps non esisteva perché sviluppo ed esercizio era già quasi un tutt’uno, il Time to Market era già una scusa per “sbrigarsi” a prescindere dalla qualità e proprio di un apparato medicale si tratta.

Quindi, buona lettura e guardatevi dal lato oscuro del …

TIME TO MARKET

Romeo+Juliet Diabetes Management System

Accadeva già oltre 20 anni fa…

Nel ’93 lavoravo all’apparato in figura, sviluppai un’applicazione in ansi C (in parte utilizzai anche macro assembler) che girava in MS-DOS sfruttando un ambiente grafico “runtime”, un prodotto americano del quale non rammento il nome, windows non esisteva ancora in versioni affidabili (per fortuna).

L’applicazione altro non era che il client a disposizione del Diabetologo che, interfacciato con l’apparato, consentiva al medico di visualizzare l’andamento dei parametri del paziente e, se necessario, modificare la terapia a bordo del diabetic recorder portatile.

All’epoca il tempo di sviluppo era, more or less, 50% scrittura del codice e 50% dedicato al debug.

Quando il prodotto era ancora in beta mi chiesero di andare (in anticipo) in produzione al policlinico Umberto 1°, i motivi erano ovvi, rientrare dell’investimento. Il debug non era ancora completo ma non vollero darmi ascolto, installammo in reparto…

Una settimana dopo un medico del policlinico mi chiamò per segnalarmi un bug: si era accorto che prescrivendo Insulina rapida al diabetic recorder arrivava media, prescrivendola media arrivava lenta, prescrivendola lenta arrivava rapida… sono tre tipi di Insulina che vengono somministrati in proporzioni diverse durante la giornata del paziente diabetico insulinodipendente.

Un banale problema di indici di una matrice che non avevo potuto testare… sbagliare tipo di insulina significa mettere a repentaglio la vita del paziente.

TIME TO MARKET…

Autore: Fabio Soldani, Technical Manager presso GFX Security e IT Services

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*